POESIA ED INTERIORITÀ
Parlare oggi di poesia non è facile in un’epoca che ci porta nella direzione del tecnicismo. Realtà concreta e materiale sono conside¬rate comunemente i presupposti del quotidiano vivere odierno; l’ot¬tenimento dei risultati costituisce oggi un parametro fondamentale su cui si basa il riconoscimento sociale di validità di ogni persona. Tutti, indistintamente, siamo condizionati da ogni tipo di messag¬gio e sollecitazione, subliminale e non, ad abbreviare il più possibi¬le i tempi per raggiungere i risultati che ci vengono richiesti dal¬l’esterno. Tutto questo allo scopo di “potersi adattare” e rispondere meglio alle esigenze della società. Ma l’adattamento alla società non corrisponde alla vera natura dell’Uomo. Riscoprire nel profon¬do qual è la vera natura dell’Uomo implica, direi sempre, un pro¬cesso psicologico molto doloroso, un processo di Individuazione, che spesso risulta molto difficile da effettuarsi. Proprio per la note¬vole difficoltà, soprattutto nella società odierna, a riconoscere come fondamentale questo processo di Individuazione e, ad attivarsi conseguentemente per poterlo attuare con tutte le difficoltà inerenti, molto spesso le arti, tra cui la poesia stessa, risultano essere dei meccanismi di compenso, volti a negare (attraverso ad esempio la poesia d’amore sentimentale) oppure a sublimare o addirittura a trascendere utopicamente (poesia futurista) quello che è il centro vero dell’uomo, cioè la sua Sofferenza e la consapevolezza di essa quale fondamentale elemento che trasforma l’uomo in Uomo.
Prima di parlare quindi della poesia quale manifestazione d’arte, credo che sia doveroso parlare della Poesia quale uno dei linguaggi più profondi e veritieri dell'anima, manifestazione fondante della Individualità.
Non tutto è detto nella Poesia. La prima aspirazione della vera Poesia è intatti andare sempre al di là, sempre oltre. Molto più che i vincoli tra la poesia e la biografia del poeta, interessa la relazione tra la poesia e la vita interiore, laddove il poeta si fa portavoce sottile di clementi comuni a tutta l’umanità. Quindi la voce del poeta diventa sottile voce archetipica, voce dell’anima. Questa poesia, che accattiva immediatamente l’anima di chi la ascolta, ci comunica clementi della esperienza immediata del poeta, che si at¬tualizzano nell'attimo stesso della scrittura, la mano che scrive è la mano dell'anima che parla. “Nel verso che la mano scrive è tor¬nata la luna” Questa poesia non obbedisce ai dettati del sentimen¬to. ne tenta di riportare alla memoria, attraverso il ricordo nostalgi¬co, momenti concreti dell’esperienza del poeta. Certo, il poeta scri¬ve sempre di sé, del vero se stesso, ma attraverso di sé, attraverso la riflessione sul proprio sentire, tocca direttamente i problemi più autentici dell'uomo che sono, senza ombra di dubbio, la nostra real¬tà più autentica: il carattere irreversibile della morte, il fenomeno da linguaggio, la sensazione del vuoto, l’idea della inesistenza, il sentimento del sacro e, in definitiva, la dimensione dell’uomo che è vicino al mistero. Una dimensione fondamentale in questa poesia è la mistica, ambito dell’ineffabile, che porta ad andare oltre la realtà dell’immediato. L’immediato è tutto quello che in apparenza si trova più vicino all'uomo e che invece, senza dubbio, più lo allontana da se stesso. Poesia che aspira al trascendente, e a volte ne constata la impossibilità a causa della natura più profondamente umana, ma non per questo smette di anelarvi. Poesia che cerca di approfondire la capacità dell’uomo di trasformarsi e di trasformare quello che lo circonda. Alchemica necessità di decostruire per poter poi ricostruire, creare il nuovo. Questo significa vivere in un altro modo, profondamente più autentico. Poesia quindi, che è una costante ricerca di superamento della visione della realtà e delle sue manifestazioni più elementari. L’uomo è il rovescio dell’Infinito. E questa poesia racconta in un gioco di specchi, la identità dell’uomo e la sua “oltrità” (vita e morte). Identità e oltrità attraverso il loro gioco, danno vita all’impossibile, “La trasparenza è la prima porta verso l’impos¬sibile” e fanno traslucere un nuovo aspetto del mistero. Vivere le proprie visioni con radicale consistenza, senza calcoli né timori, prolungando la vita interiore fino alle sue ultime conseguenze, fino a che dentro e fuori non si differenziano, come due opposti. Si ma¬nifesta quindi una terza dimensione (il trascendente). Opposta a questa dimensione è l’esistere materiale (caduta). Abolire le diffe¬renze tra sopra e sotto (trascendente e caduta) ci permette di entra¬re in un nuovo piano del reale (zona intermedia) laddove trasluce la scintilla del Divino presente in ogni Uomo.